Guglielmo Marconi può essere considerato a tutti gli effetti una delle pietre fondamentali per la nascita di Internet grazie ai suoi studi pionieristici sulle onde radio e la comunicazione senza fili.
Con l’invenzione della telegrafia senza fili alla fine del XIX secolo, Marconi dimostrò che le informazioni potevano essere trasmesse attraverso onde elettromagnetiche senza la necessità di collegamenti fisici, anticipando di fatto i principi delle moderne reti wireless.
L’introduzione della modulazione del segnale e il successivo sviluppo di protocolli di comunicazione basati sulle onde elettromagnetiche hanno reso possibile la trasmissione di dati in tempo reale su scala globale.
Le onde radio, che costituiscono la base delle trasmissioni radio, televisive e satellitari, sono infatti a tutt’oggi la base imprescindibile delle telecomunicazioni digitali, inclusi Wi-Fi, reti cellulari e trasmissioni a microonde.

Guglielmo Marconi a La Spezia
Questa vecchia fotografia, concessaci dall’Archivio fotografico del Comune di La Spezia, mostra Guglielmo Marconi ventiduenne con la sua radio, a bordo del Rimorchiatore N.8 della Regia Marina ancorato nel golfo di La Spezia (SP) nel luglio 1897, mentre da inizio alle sue prime esperienze di ricetrasmissione radio o meglio di Radiotelegrafia senza fili.

Marconi soggiornò più volte a La Spezia negli anni tra il 19° e il 20° secolo. Qui, a contatto con la Regia Marina italiana, continuo’ i suoi studi sulle onde cortissime. Celebre l’episodio che avvenne il 17 luglio 1897, quando dimostrò il funzionamento della sua tecnologia inviando segnali telegrafici dall’Arsenale Militare alla corazzata San Martino, ancorata a poco più di 18 km di distanza, oltre l’isola di Palmaria.
Questo esperimento fu un successo e contribuì a convincere la Marina Militare Italiana del potenziale della radio per le comunicazioni navali.
Dalla data della sua nascita il Sierra Papa Group ha sempre presentato questa QSL come tema, ritenendo che commemorare la figura e la storia di Guglielmo Marconi sono atti dovuti e rispettosi di chi si muova in qualsiasi forma di radiantismo.
Il primo segnale radio
Il 12 dicembre 1901 Guglielmo Marconi riuscì a ricevere il primo segnale radio trasmesso nello spazio dell’Oceano Atlantico, inviato dalla postazione di Poldhu (Cornovaglia, UK) e ricevuto dalla postazione di St. John’s (Terranova, Canada), a una distanza di circa 3.500 km. Il segnale ricevuto era una “S” in codice Morse (•••).
Molti scienziati dell’epoca erano scettici, poiché si pensava che le onde radio viaggiassero solo in linea retta e quindi non potessero superare la curvatura terrestre. Marconi utilizzò onde radio a bassa frequenza che, senza che ancora si conoscesse l’esistenza della ionosfera, si riflettevano e permettevano la propagazione oltre l’orizzonte.

A Poldhu venne installato un trasmettitore della potenza di circa 25 kW, che trasmetteva su una frequenza stimata tra 500 kHz e 1 MHz (poiché la sintonia non era precisa). L’antenna trasmittente era a composta da 20 fili sostenuti da quattro pali alti circa 60 metri.

L’antenna ricevente a St. John’s fu relizzata inizialmente come antenna fissa, ma l’esperimento fallì. Venne quindi sostiruita utilizzando un filo di 150 metri collegato a un aquilone.
Con l’invenzione della telegrafia senza fili alla fine del XIX secolo, Marconi dimostrò che le informazioni potevano essere trasmesse attraverso onde elettromagnetiche senza la necessità di collegamenti fisici, anticipando di fatto i principi delle moderne reti wireless.
Il centenario del primo segnale radio transatlantico è stato celebrato nel dicembre 2001 con eventi ufficiali sia nel Regno Unito che in Canada, i due luoghi chiave dell’esperimento originale.
Curiosità
Il termine Dx (distanza estrema) è oggi usato nel mondo della radio per indicare trasmissioni a lunga distanza, in onore di esperimenti pionieristici come questo

Guglielmo Marconi,
padre della radio e della comunicazione moderna
Se c’è un’invenzione che ha cambiato il mondo, questa è sicuramente la radio. Prima della sua scoperta, comunicare a distanza era lento e limitato. Con la radio, tutto è cambiato: informazione, trasporti, emergenze, intrattenimento e persino l’esplorazione spaziale.
Il merito va a Guglielmo Marconi, il genio che ha aperto la strada alle telecomunicazioni moderne.
A pensarci bene, oggi siamo tutti radioamatori senza saperlo: ogni cellulare è una radio ricetrasmittente in miniatura. Senza la trasmissione radio, non avremmo telefoni wireless, Wi-Fi, GPS, TV o Internet mobile.

Sebbene per ovvi motivi non si possa dire che Marconi abbia inventato Internet, si può indubbiamente affermare che le sue scoperte abbiano posto le basi teoriche e pratiche per lo sviluppo delle infrastrutture di comunicazione che oggi permettono la connettività globale.
Senza Marconi, il mondo sarebbe più arretrato e isolato. Ogni giorno dovremmo ricordarlo e ringraziarlo: la sua invenzione non è stata solo importante, ma è la più importante di sempre.
Sierra Papa Group (1995)


Filmato storico dell’Istituto Luce
Il 26 marzo 1930, Guglielmo Marconi illumina via radio da Genova il Palazzo Municipale di Sidney (Australia), da una distanza di circa 16.000 km
